Adesso il lander Philae dovrà andare in quiescenza forzata

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Adesso il lander Philae dovrà andare in quiescenza forzata

Tutta la ricca strumentazione scientifica su Philae

Rosetta  ha depositato  il lander Philae sulla superficie del nucleo cometario della P67. La discesa, durata quasi sette ore, è stata pianificata nei minimi dettagli dal team scientifico e dal controllo missione dell’European Space Operation Centre dell’ESA a Darmstadt. L’intera operazione è una delle più complesse mai tentate nella storia dell’esplorazione spaziale: Rosetta si trova infatti a oltre 500 milioni di chilometri dalla Terra. I comandi inviati dalla Terra per questa operazione, impiegano quasi mezz’ora per raggiungere la sonda spaziale che e’ stata a lungo in quiescenza. Era impossibile guidare “in diretta” la discesa, e quindi il lander Philae se l’è cavata da solo per caduta libera fino al sito J  scelto per l’ atterraggio. E’ la prima volta per un congegno dell’ uomo ad operare lo sbarco sul nucleo di questa cometa a lungo inseguito. Anche se non e’  stato possibile scartare del tutto eventuali rischi, come avvisano gli scienziati, Philae  ha concluso questo “accometaggio” con successo ed ha iniziato a raccogliere dati fondamentali, con tutta la sua ricca strumentazione, per studiare le comete, considerate testimoni della formazione del Sistema Solare. Sopratutto per questa cometa che viene dalla regione spaziale della Nube di Oort.La missione Rosetta  ha fatto atterrare un lander sulla cometa 67P, giunto oltre il punto di non ritorno, come ha già annunciato l’Agenzia spaziale europea (ESA).”Non si torna indietro”, ha detto l’agenzia- dopo che il lander della sonda è stato rilasciato per il suo viaggio verso la superficie. Il lander Philae  si è del tutto separato dalla nave madre Rosetta . Philae, ha trascorso 10 anni fissato al lato Rosetta durante il viaggio attraverso il sistema solare e, senza essere guidato ha toccato la cometa.

Prima dell’annuncio, Laurence O’Rourke, engineer lander dell’ ESA system, ha detto che l’orbiter Rosetta doveva essere nella giusta posizione per consentire  la “caduta libera” sulla traiettoria giusta per il sito di atterraggio prescelto. Gli scienziati continuano a confidare che la sonda aiuterà a conoscere molto di più sulla composizione delle comete e su come reagiscono quando si avvicinano al Sole. Con un peso di 220 libbre, con le dimensioni di una lavatrice domestica, Philae è molto più intelligente. E’ dotata di una serie di strumenti per fotografare e provare la superficie della cometa 67P e scoprire cosa accade quando l’effetto torrefazione provocato dal Sole, ne fa  allontanare sia gas che polveri. Prima dovrà raggiungere il sito di atterraggio. O’Rourke ha spiegato che parecchie ore prima della separazione, le batterie di Philae a bordo sono state preparate e un volano è stato avviato per dare la stabilità della sonda nel suo viaggio verso la superficie della cometa. Senza l’effetto giroscopico della ruota c’era il pericolo che il lander potesse sfracellarsi. La cometa è così lontana che un segnale di conferma trasmesso da Rosetta, che rimane in orbita attorno alla cometa, ha bisogno di quasi mezz’ora per raggiungere la Terra. La gravità della cometa è così debole che gli ingegneri avevano escogitato soluzioni ingegnose per tenere Philae sul posto. Al touchdown però due arpioni  non sono usciti fuori dalle sue gambe e le viti su ciascuna dell’apposito treppiedi non lo hanno aiutato a collegarlo alla cometa. Originariamente, un propulsore sopra la sonda doveva contribuire a spingerlo sulla superficie, ma questo sistema non ha funzionato. Costruito da un consorzio europeo, guidato dal Aerospace Research Institute tedesco (DLR), la sonda di atterraggio ha nove esperimenti da avviare. Ha inviato la prima foto del sito di atterraggio, ripresa dal Philae durante i momenti finali della discesa, seguita da una panoramica utilizzando sette telecamere, poste sul bordo superiore del modulo di atterraggio. Secondo i dettagli sul sito Rosetta dell’ESA,  i sensori sul lander misureranno la densità e le proprietà termiche della superficie, analizzatori di gas aiuteranno a rilevare e identificare sostanze chimiche organiche complesse che potrebbero essere presenti, mentre altri test misureranno il campo magnetico e l’interazione tra la cometa e il vento solarecioè particelle ad alta energia emessi dal Sole. Philae dispone anche di un trapano che può arrivare sino a 20 cm verso la superficie interna della cometa e fornire materiale per i suoi forni di bordo. L’atterraggio è stato pieno di pericoli per Philae con due touch down ma, gli scienziati della missione sono già soddisfatti . “L’orbiter rimarrà al fianco della cometa per oltre un anno, a guardare crescere l’attività mentre si avvicina al Sole, sempre entro 180 milioni km  nell’estate del prossimo anno, quando la cometa starà espellendo, ogni secondo, centinaia di chilogrammi di materiale.” L’avventura di un viaggio necessario per catturare la sua preda decennale, volando oltre la Terra, Marte e due asteroidi  che sono stati sulla sua strada oggi presenta un profilo impressionante  “. “Si tratta di fantascienza resa reale -ha aggiunto lo scrittore di fantascienza Alastair Reynolds – in termini di raggiungimento della missione stessa, ma Rosetta è tenuto ad avvicinarci alla risposta per la questione più grandiosa: Siamo soli?”

Immagini ravvicinate della cometa P&7 poco prima dell’accometaggio del Philae

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