Giuseppe Benanti: STRANA CITTA’_ trasporto pubblico,inquinamento,piano regolatore,spiagge libere,

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Strana città’ rimane Siracusa che pure possiede tutte le credenziali per essere annoverata a buon ragione nelle città incluse nella World Heritage List. Per una città a chiara propensione turistica, è strano che gli ambulanti siano distribuiti a macchie di leopardo in ogni angolo del territorio urbano. Strana città nella quale dopo un periodo d’inspiegabile ostracismo adesso le rotatorie si trovano ovunque. Le ultime in ordine di tempo in via Augusta e via Elorina. Strana città nella quale si blocca l’avvio per l’ennesima opera pubblica da completare : il parcheggio di via Mazzanti dove i finanziamenti non bastano in quanto il vecchio progetto non è stato aggiornato alle nuove normative. Strana città’ nella quale invece di attrezzare al meglio con docce e altri servizi, le poche spiagge libere che si contano sulle dita di una mano, si decide di investire somme per liberarle dalla posidonia che ha sempre arrestato l’erosione dei litorali. Strana città nella quale si ripete immutabile il fenomeno dell’acqua colorata di scuro all’interno del porto Grande, per un fenomeno di eutrofizzazione dovuto al notevole riversamento di acqua ricca di sostanze azotate e fosforo, provenienti dal depuratore e, riferito ai dinoflagellati che possono rendere tossiche le cozze. Un inquinamento cittadino in tutte le sue variabili che per l’ASP occorre controllare, aumentando la dotazione strumentale dell’ARPA, invece di mantenere la sudditanza dalla rete di controllo gestita dal CIPA. Strana città nella quale si rivolgono sollecitazioni che hanno dell’incredibile all’amministrazione attiva, richiedendo la manutenzione della strada per l’Isola, proprio da parte di coloro che si sono lottizzati tutta la costa prospiciente. Una sollecitazione avviata anche la valorizzazione delle zone balneari, tartassate dall’abusivismo selvaggio, che nel tempo è stato sanato ma ha devastato l’ambiente naturale. Strana città dove si pensa di costruire solarium in Ortigia ma anche allo sbarcadero, attuando una bonifica che si risolverà in un vantaggio pro privati con aree recintate e senza tralasciare il fatto che si vogliono investire 3,5 milioni di euro per opere di protezione alla falesia del Plemmirio. Si vorrebbe valorizzare la spiaggia della villetta Aretusa “dimenticando” in questo caso che si debbono fare i conti con l’inquinamento del porto Grande. Strana città che continua ,ma solo a parole, a professare la sua propensione turistica ma il mare è praticamente negato, la banchina del foro Italico è sottratta al turismo nautico per lavori che con la lentezza pachidermica dovrebbero riguardare l’allargamento delle panchine, dove la gara d’appalto per individuare l’area di parcheggio per i camper è andata nuovamente deserta, il problema del trasporto pubblico rimane irrisolto e non arrivano al riguardo finanziamenti regionali e tantomeno europei. Strana città dove mentre si battaglia sul piano regolatore (prevarranno i palazzinari o le associazioni ambientalistiche?) sono stati autorizzati obbrobri come il palazzone che fa angolo in via Elorina e un complesso di multi villette nella zona del Minareto. Strana città dove si punta ad avviare la gestione privata della Cittadella e filtrata la notizia dell’intento di concedere la concessione di terreno comunale per costruire impianti sportivi privati nella zona di Santa Panagia.

 

un tempo con le navi ancorate alla fonda

un tempo con le navi ancorate alla fonda

Tramonto sul porto Grande di Siracusa

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