La Casta con l’iPad. A spese dei contribuenti

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CommentaInchiestaLa Casta va pazza per l’iPaddi Mauro MunafòUna quarantina per i consiglieri regionali in Puglia. Altrettanti per quelli comunali di Sassari, Bolzano e Torino. Mentre a Siracusa e in Abruzzo il regalo è stato bloccato all’ultimo momento. La politica ha scoperto i tablet di Apple. A spese del contribuente, è ovvio(11 gennaio 2012)Viva l’iPad mania, soprattutto se è a spese dei contribuenti. Da quando la Apple ha lanciato sul mercato la sua tavoletta dei sogni, i politici italiani hanno mostrato per questo gadget un interessamento mai visto prima per qualcosa che avesse a che fare con la tecnologia. Ma più che un segnale positivo di avvicinamento al digitale, sembra aver trionfato la semplice voglia di accaparrarsi l’ultimo status symbol senza sborsare un euro.

Nell’ultimo anno solare si sono infatti moltiplicate le giunte di comuni, province e regioni che, tra una delibera e l’altra, sono riuscite a mettere a bilancio per i propri consiglieri e assessori anche i tablet di Cupertino. Destra e sinistra, da Nord a Sud, un iPad gratis non se lo è fatto mancare quasi nessuno. L’Espresso ha provato a ricostruire la mappa delle “iGiunte” sparse per il paese e di tracciare quanto è costato questa moda alle tasche dei contribuenti.

Parlamento
La prima ondata di iPad in politica è arrivata grazie a Silvio Berlusconi nel Natale 2010. Un tablet Apple per tutti i deputati e senatori del Pdl con i soldi (di provenienza pubblica) del partito. E i risultati non si sono fatti attendere: decine di foto dimostrano quanto gli onorevoli siano pratici con i videogame dell’App Store o nel visitare siti di escort mentre siedono in Parlamento. Anche il Pd voleva imitare il bel gesto di B., ma l’annuncio di dotare di iPad tutti i senatori per Natale ha scatenato un tale putiferio che la proposta è stata poi accantonata.

Regione Abruzzo
Nel novembre scorso sarebbero dovuti arrivare 55 iPad per altrettanti consiglieri regionali abruzzesi, ma il Natale anticipato è stato rovinato dal Movimento 5 Stelle. La spesa di 40 mila euro per i tablet Apple ha infatti scatenato le proteste dei grillini, finendo su diverse testate locali e nazionali. Il risultato è stata la conferma dell’ordine, ma con la spesa a gravare sulle tasche dei consiglieri e non sul bilancio pubblico.

Regione Puglia
Oltre una quarantina di iPad per altrettanti tra consiglieri ed assessori regionali in Puglia, che nel dicembre 2010 hanno potuto scegliere tra un portatile e la tavoletta Apple. Casualmente, in 44 hanno scelto l’ultimo gadget e solo 26 il vecchio portatile. Costo dell’operazione: 36 mila euro, comprensivi delle spese per le indispensabili custodie originali che completano il pacchetto. L’investimento della Regione Puglia è stato giustificato dal presidente del consiglio regionale Onofrio Introna al Corriere del Mezzogiorno: «I costi non sono aumentati e il contribuente può stare tranquillo. Rispetto ai vecchi personal computer non è cambiato nulla». Tutto uguale, solo più griffato.

Provincia di Como
Sulle rive del lago ci sono quattro consiglieri provinciali del Pdl che hanno voluto festeggiare lo scorso Natale con un iPad sotto l’albero, regalato dagli elettori naturalmente. A denunciare questa spesa, insieme a molte altre, è stato il quotidiano locale La Provincia, che ha anche pubblicato il documento di richiesta degli iPad presentato dal gruppo consiliare del Pdl . La motivazione dell’acquisto è stata “il normale svolgimento dell’attività consiliare”. Costo dell’operazione poco meno di tremila euro e tempi di consegna da record: la richiesta è stata avanzata il 22 dicembre 2010 e la determina con l’ok è arrivata il giorno dopo. Chissà come potrà un iPad migliorare una burocrazia tanto rapida.

Provincia di Siracusa
L’ultimo caso in ordine temporale, già trattato dall’Espresso, è quello dei consiglieri provinciali di Siracusa. Pochi giorni prima di Natale l’ente ha infatti ordinato venti iPad 2 comprensivi di connessione 3G, per una spesa di oltre 13mila euro. “Ricezione delle e-mail, degli ordini del giorno delle sedute consiliari, delle determinazioni dirigenziali, dei decreti del presidente e di ogni altra comunicazione telematica” i motivi fondanti di questa spesa (Leggi il documento). Le polemiche sollevate dagli articoli della stampa locale e nazionale hanno però rovinato il Natale ai politici siciliani che, con una determina del 29 dicembre, hanno fatto marcia indietro sull’acquisto giustificandosi con “ragioni di opportunità”.

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